ARTHUR ELGORT | THE BIG PICTURE

Kate Moss in Nepal, British Vogue, 1993 © Arthur Elgort

Quando: 5 febbraio – 6 aprile, 2015

Dove: Galleria Carla Sozzani, Corso Como 10 – Milano.

Ingresso gratuito.

Da queste parti scorre del jazz. Se ne coglie il ritmo sincopato, si è rapiti dalle improvvisazioni. Il corpo soggiace a questo ritmo sfasato, esige di liberarsi con grazia dalle pose e di seguire la spontaneità del movimento. Da queste parti scorre del jazz, nelle opere di Arthur Elgort.

Azzedine Alaïa show, Paris, 1986 © Arthur Elgort

Azzedine Alaïa show, Paris, 1986 © Arthur Elgort

È il fotografo newyorkese degli “snapshots” che ha debuttato nel 1971 in Biritish Vogue. Arthur Elgort inaugurò un nuovo modo di fotografare: un’esecuzione fresca, vitale, rivoluzionaria. Il mondo della moda ne fu investito. Si schiusero nuove possibilità e quasi si impose l’obbligo di conversione per l’industria della moda. Alle generazioni future non rimase che seguire quella strada.

Azzedine Alaïa e Naomi Campbell, 1987 © Arthur Elgort

Azzedine Alaïa e Naomi Campbell, 1987 © Arthur Elgort

A vent’anni dalla prima mostra, La Galleria Carla Sozzani raccoglie cinquant’anni di carriera del fotografo. L’allestimento comprende molti degli snapshots originali e un’ottantina di opere che ritraggono la prima generazione di supermodelle, come Naomi Campbell, Kate Moss, Christy Turlington, Patti Hansen, Iman, Linda Evangelista e Karlie Kloss.

Gli spazi delle sue foto non sono racchiusi in uno studio e le bellezze non sono esaltate nel loro conformismo estetico. Cambia l’ambiente fotografico, cambiano i soggetti. Ora i set sono le strade in mezzo alla gente. Sono i campi erbosi, le piscine, le spiagge.

L’illuminazione si trasforma, si predilige la luce naturale, la luce che non ha paura di mostrare l’imperfezione, la luce vera. Le modelle spinte fuori dallo studio portano poco trucco, appena un soffio. I loro visi sono leggeri e il tono plastico si è perso.

Con un’impronta quasi da reportage e un piacere a tratti vouyeristico, Elgort si pone in modo furtivo con la macchina fotografica. Tra una pausa e l’altra il fotografo newyorkese coglie attimi fugaci, semina scatti estemporanei, impennate di click all’insaputa dei soggetti. Cattura strascichi di movimenti, raccoglie risate piene, colleziona sguardi persi in chissà quali pensieri. Le bellezze sono così convertite: non più posate, ingessate nei loro rigidi stereotipi, ma sono gli stessi stereotipi che si piegano al gioco imperfetto del corpo umano e della vita quotidiana, fatta di pieghe d’espressione ai lati di un sorriso, di immagini sfuocate per un

Linda Evangelista, Dominica, 1990 © Arthur Elgort

Linda Evangelista, Dominica, 1990 © Arthur Elgort

rapido movimento, di volti che non puntano alla macchina.

Una citazione dell’autore che più volte viene ricordata è piuttosto esemplificativa del suo stile:

«Alcune delle mie migliori immagini le ho riprese quando non stavo “lavorando”: le modelle che si stavano preparando, la gente nelle strade. Fugaci momenti fra le riprese. Quello è il momento quando si può catturare la gente come davvero è e vedere cosa si cela nelle persone. In quei momenti veri non si può imbrogliare.»

Arthur Elgort è nato nel 1940 e a trentun anni ottenne il suo primo servizio in British Vogue, rivista per cui lavora tuttora. Ha lavorato per altri importanti magazine, come International and American Vogue, Glamour, GQ, Rolling Stone, and Teen Vogue. Ha realizzato importanti campagne pubblicitarie per Chanel, Valentino, Yves Saint Laurent.

I suoi lavori fanno parte delle collezioni permanenti dell’International Center of Photography di New York, del Victoria and Albert Museum di Londra e del Museum of Fine Arts di Houston, Texas.

Nel 1992 ha diretto il film “Texas Tenor: The Illinois Jacquet Story” e nel 1993 “Colorado Cowboy”, documentario sul rinomato cowboy Bruce Ford, lungometraggio che gli è valso il premio Best Cinematography at the Sundance Film Festival.

Nel 2011, Elgort ha vinto il Board of Directors’ Special Tribute Award del Council of Fashion Designers of America.

Le sue foto sono raccolte in una recente monografia edita da Steidl, “Arthur Elgort: The Big Picture”, 2014.

Kate Moss in Nepal, British Vogue, 1993 © Arthur Elgort

Kate Moss in Nepal, British Vogue, 1993 © Arthur Elgort

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